Dipinti, codici, argenti sacri, mosaici e architetture, fotografati soprattutto in Sicilia e in Campania tra musei, chiese e feste religiose.
Ogni immagine segue lo stesso flusso: ripresa il più possibile frontale, sviluppo RAW con correzione ottica e della prospettiva, bilanciamento del bianco su riferimenti neutri, monitor calibrato in hardware e gestione del colore con profili ICC, per restituire l'opera in modo fedele, senza interpretazioni.
Una selezione di lavoro personale, in vista della digitalizzazione professionale dei beni culturali. Sono scatti fatti sul posto, durante visite, mostre e celebrazioni, con la luce disponibile e senza attrezzatura da riproduzione: mostrano l'occhio e il metodo di sviluppo, non una campagna di ripresa in condizioni controllate. Autori, datazioni e collocazioni sono indicati in ogni sezione.
Approfondimento: Antonello da Messina, Annunziata (1476 ca.)
Palazzo Abatellis, Palermo
Antonello dipinge l'Annunciazione togliendo l'Annunciazione: niente angelo, solo una ragazza, un manto blu, un leggio. Il vuoto dove dovrebbe stare Gabriele è il punto in cui si trova chi guarda.
La luce è quella di uno studio fotografico: alta a sinistra, a circa 45°, coerente su viso, mani e leggio. L'ombra del naso scende senza coprire la bocca, quella sotto il mento stacca il volto dal collo. Uno schema che i manuali chiamano "Rembrandt", 130 anni prima di Rembrandt.
Da vicino emergono le crepe, i fori nel legno, il pigmento del manto che si sgrana: la materia dell'opera, oltre all'immagine.
Opere legate al culto di Sant'Agata, fotografate a Catania nel 2026, nono centenario del ritorno delle reliquie da Costantinopoli.
Superfici dipinte e intagliate riprese dal basso, con la prospettiva corretta per restituirne la geometria.